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Il sacco di Astapor avviene nell'anno 300 CA. Daenerys Targaryen arriva via nave ad Astapor nella Baia degli Schiavisti per acquistare un esercito di Immacolati. Nauseata dallo squallore del commercio di schiavi, compra dagli schiavisti tutti gli Immacolati in vendita – 8000, più 600 a guardia della città e 5000 ancora in addestramento, in cambio del suo drago Drogon. Dopo aver concluso l'affare, Daenerys tuttavia non rispetta i termini e con Drogon uccide i padroni e libera tutti gli schiavi in città.

Preludio

Accompagnata da Ser Jorah Mormont e ser Barristan Selmy, Daenerys visita gli Immacolati e decide di acquistarli tutti, compresa la giovane Missandei, interprete di Kraznys mo Nakloz, il padrone degli Immacolati. Inizialmente Kraznys mo Nakloz rifiuta credendo che la donna non possa permettersi di pagarli tutti, ma accetta quando questa gli offre in pagamento Drogon, il più grande dei suoi tre draghi.

Il sacco

Lo scambio avviene la mattina successiva alla contrattazione nella Piazza del Supplizio. Per simboleggiare l'avvenuto scambio, Daenerys Targaryen riceve le dita dell'arpia, una frusta con nove code che la indica come proprietaria degli Immacolati. La regina però non rispetta i termini dell'accordo e scatena i suoi draghi contro i Buoni Padroni, ordinando agli Immacolati di uccidere gli ultimi schiavisti rimasti e liberare tutti gli schiavi.

Conseguenze

Prima di partire alla volta di Yunkai, Daenerys Targaryen affida il governo di Astapor a un consiglio di tre uomini, un guaritore, un erudito e un sacerdote, scelti da lei. Vengono successivamente detronizzati da Cleon, un ex macellaio, dopo che questo riesce convincere la popolazione che i tre avevano intenzione di ripristinare il governo dei Buoni Padroni. Proclamatosi re dopo aver condannato a morte i tre governatori, Cleon fa catturare tutti i rampolli delle nobili famiglie per far crescere una nuova generazione di Immacolati. Ogni piramide di Astapor è ora un campo di addestramento militare, le strade sono piene di morti, mentre nei mercati non ci sono né schiavi, né cibo da acquistare.

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