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Dothraki Khalasar

Khalasar Dothraki

I Dothraki sono un popolo nomade, che si sposta a cavallo per le sterminate praterie delle terre al di là del mare; loro stessi definiscono il loro habitat "mare d'erba". Vivono di caccia e razzie, muovendosi all'interno di un gruppo chiamato khalasar, che fa capo a un khal, il guerriero più forte e rispettato, la cui moglie viene invece chiamata khaleesi. I dothraki non hanno una patria, essendo nomadi, ma hanno una città santa, Vaes Dothrak, in cui si recano periodicamente. Venerano inoltre il Cavallo, considerandolo un animale sacro.

Società, lingua e cultura

I Dothraki contano moltissimo sui loro cavalli, che sono una parte essenziale della loro cultura nomade. Li usano come cibo, mezzi di trasporto, per l’abbigliamento e come fonte per i materiali dei loro manufatti: e la loro divinità è il Grande Stallone, a testimonianza dell’importanza dei cavalli nella cultura Dothraki.

Drogo

Khal Drogo, un khal dothraki.

I Dothraki sono molto esperti nel cavalcare e nella guerra a cavallo. Attraversano il Mare Dothraki in tribù chiamate khalasar e sono guidati da un khal. I khalasar sono divisi in khas, ognuno dei quali guidato da un kos, i capitani del khal. Quando muore il khal, un nuovo khal può prendere controllo del khalasar, o i khas potrebbero dividersi e formare nuovi khalasar, ognuno guidato dai kos del vecchio khalasar.

Ogni khal ha i propri Cavalieri di Sangue. In parte guardiani, fratelli e compagni, i Cavalieri di Sangue proteggono e accompagnano il khal nella sua routine giornaliera. Le antiche tradizioni vogliono che quando un khal muore, i suoi Cavalieri di sangue muoiono con lui. Nel caso in cui il khal dovesse morire in battaglia, i Cavalieri di Sangue vivono abbastanza per vendicarlo e muoiono subito dopo. Alcuni khal sono famosi per aver condiviso con i propri Cavalieri di Sangue non solo le loro giornate, ma anche le mogli. I cavalli, però, non sono mai condivisi tra il khal e i suoi Cavalieri di Sangue. Il khal e i suoi Cavalieri di Sangue si chiamano tra di loro “sangue del mio sangue”.

I khalasar non hanno dimore fisse e per la propria sopravvivenza contano molto sulle razzie alle nazioni confinanti e altri khalasar. Sebbene disprezzino lo scambio di denaro, molto spesso fanno e ricevono regali, inclusi schiavi. Ogni tanto un khalasar potente può minacciare di saccheggiare una delle Città Libere o richiedere un tributo, ma la loro meta preferita per procurarsi schiavi sono i pacifici Lhazareen. Per occasioni speciali i Dothraki possono costruire grandi copertura d’erba, ma in genere vivono in tende portabili, sempre in movimento. I Dothraki hanno una sola città permanente, chiamata Vaes Dothrak, che ha la funzione di capitale. Sebbene i khalasar siano in genere rivali nelle pianure, quando sono a Vaes Dothrak tutti i Dothraki devono comportarsi come fratelli. Nessuno può versare sangue o estrarre una spada, pena la morte. Le mogli dei khal, chiamate khaleesi, vivono a Vaes Dothrak quando diventano vedove e lì servono come profetesse nel dosh khaleen.

I Dothraki testimoniano il proprio valore attraverso le loro trecce di capelli. Quando perdono una battaglia devono tagliarsi la treccia, a testimonianza della loro sconfitta. Le vittorie, invece, vengono segnate aggiungendo alle trecce piccole campane, spesso prese dalle trecce dei nemici sconfitti. Per questo, la treccia di un guerriero è il simbolo del suo valore.

I Dothraki parlano una propria lingua, la lingua dothraki. Tutti i Dothraki camminano con fare spavaldo quando sono costretti a smontare da cavallo e camminare come comuni mortali.

I culto del cavallo

Khalasar dothraki

Un grande khalasar dothraki.

I cavalli sono al centro della vita dei Dothraki, che a volte sono anche chiamati “signori dei cavalli”. Questo animale è sia una divinità, una cavalcatura, una fonte di nutrimento per la sua carne e il latte delle giumente e un’ispirazione per l’arte. Lo stile di vita nomade, così come molti tabù culturali, si possono associare direttamente ai cavalli. I Dothraki hanno paura del mare, che chiamano “acqua velenosa”, perché non si fidano di un liquido che un cavallo non può bere. Sono anche molto diffidenti dei viaggi per mare, perché non riescono a immaginare di attraversare grandi distanze senza cavalcare i loro cavalli. Il più grande khalasar della storia osò attraversare il mare sotto la guida di Daenerys Targaryen quando questa partì per conquistare Westeros.

Cavalcare è, per i Dothraki, alla base di qualsiasi classe sociale. Un khal che non può cavalcare non può essere khal. L’usanza vuole che le khaleesi debbano stare su cavalli degni del loro ruolo a lato del khal. Le donne incinte rimangono in sella fino a quasi il momento del parto.

Un calesse è considerato poco prestigioso, e viene usato solo per trasportare eunuchi (che servono il dosh khaleen come schiavi guaritori con il coltello, l’ago e il fuoco), storpi (quelli che non vengono lasciati mangiare dai cani selvatici), partorienti, giovani e vecchi. È per questo che Viserys Targaryen, che viaggia su un carretto, viene preso in giro e chiamato Khal Rhaggat, il Re del Carretto. Un uomo che non cavalca non viene infatti considerato uomo, è al livello più basso della scala sociale, non ha onore né orgoglio, e molto spesso è uno schiavo. A Viserys basta passare un solo giorno camminando a piedi per essere chiamato Khal Rhae Mhar (il Re Piedemolle).

Quando un Dothraki muore, il suo cavallo viene bruciato insieme a lui sulla pira funeraria. La dieta dei Dothraki consiste soprattutto di carne di cavallo, che preferiscono alla carne di bue o maiale, per le molte proprietà che le attribuiscono. Mangiano anche salsicce nere (simili alle kishka dell’est Europa), sanguinacci e erbe dolci stufate. Bevono una bevanda leggermente alcolica derivata dalla fermentazione del latte di giumenta (simile al kumis dell’Asia Centrale).

Una donna Dothraki incinta deve partecipare alla cerimonia del cuore dello stallone, durante la quale prova a mangiare il cuore di uno stallone sotto la supervisione del dosh khaleen. A causa del divieto di portare armi a Vaes Dothrak, la madre deve fare a pezzi il cuore dello stallone con i denti e le unghie. Se riesce a mangiare l’intero cuore, il figlio che porta in grembo sarà forte, agile e impavido. Se soffoca per il sangue o rigetta la carne, i presagi sono meno favorevoli: il bambino potrebbe nascere morto, debole, deforme o femmina.

Matrimonio e accoppiamento

I matrimoni iniziano all’alba e finiscono al tramonto, un intero giorno di bevute, festeggiamenti e combattimenti. Durante i banchetti nuziali, donne con veli cremisi, gialli e arancioni danzano al suono dei tamburi e i guerrieri possono prenderle liberamente davanti l’intero khalasar. Se due uomini scelgono la stessa donna, combattono fino alla morte. Un matrimonio dothraki senza almeno tre morti è considerato decisamente noioso. La sposa riceve tre regali tradizionali: una frusta, un arco e un arakh. È costume che lei rifiuti i regali con una formula di rito e li doni al marito. Quando la sposa ha ricevuto i regali e il sole è tramontano, viene consumato il matrimonio.

I Dothraki si accoppiano come animali in calore. Non c’è nessuna privacy nel khalasar, e il loro senso di vergogna e pudore è diverso da quello delle Città Libere o dei Sette Regni.

Esercito

I Dothraki sono guerrieri nomadi; e cavalcano meglio di qualsiasi cavaliere di Westeros. La cavalleria leggera è la spina dorsale del loro esercito, le armi dei cavalieri sono delle spade ricurve chiamate arakh, archi curvi e fruste.

Quando il khalasar è in movimento, gli esploratori cavalcano più avanti, in cerca di selvaggina o nemici. Altri cavalieri proteggono i fianchi. Dopo le battaglie i jaqqa rhan, o portatori della misericordia, armati di pesante asce si muovono tra i nemici decapitando i morti e gli agonizzanti, mentre le bambine strappano le frecce dai cadaveri e le raccolgono in cestini per poterle riutilizzare in seguito.

Dietro le quinte

  • George R.R. Martin ha dichiarato che i Dothraki sono un’amalgama di varie culture delle steppe e praterie, come Mongoli, Unni, ma anche Alans, Sioux, Cheyenne, e altre tribù nativo-americane, insieme a una dose di fantasy classico. Una somiglianza con tribù Arabe e Turche è solo casuale, dato che anche i Turchi erano cavalieri nelle steppe.
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